Con iOS 15 cambia tutto.

Apple ha fatto sapere che con iOS 15 -che ricordiamo è compatibile con tutti i modelli di iPhone che supportano iOS 14- darà un’importante scelta ai suoi consumatori: decidere se passare subito ad iOS 15 o aspettare, ricevendo le patch di sicurezza della versione attuale (la 14). Questa possibilità di scelta comporta due vantaggi non da poco: il primo è che si può ritardare l’aggiornamento fin quando si vuole (anche per evitare bug iniziali) senza impattare sull’ecosistema e la seconda che siccome questa scelta ci sarà anche gli anni avvenire consentirà un anno -forse 2- di longevità ai melafonini

Aria di rinnovamento per le AirPods.

Apple rilascerà entro fine anno (o alla WWDC, ma più presumibilmente a settembre) la terza generazione delle AirPods, previste con design simile alle Pro, anche se non saranno munite di ANC. Per il 2022 Apple lancerà la seconda generazione delle Pro, che non avranno steli ma saranno a bottone e avranno in dote dei sensori per il fitness.

Il chip A15 è già in produzione nelle fonderie TMSC.

Il chip A15 è già in produzione nelle fonderie TMSC, questa è un’ottima notizia per la tabella di marcia di Apple, che quest’anno presenterà gli iPhone -come tradizione- a settembre. Questi melafonini, oltre al nuovo processore, vanteranno un notch più piccolo e modifiche al modulo fotocamera posteriore.

Apple sta lavorando ad un nuovo Mac mini: sarà più bello, sottile e potente.

In rete già circolano i rendering del nuovo Mac mini che secondo alcuni sarà presentato alla WWDC del 7 giugno, anche se io ci credo poco. Dato per scontato che avrà il SoC M1X che dovrebbe avere 8 core a tutta potenza e 2 a risparmio energetico: un netto balzo in avanti nelle performance. Sul fronte del design dovrebbe essere molto più sottile, con lunghezza e larghezza simili all’attuale generazione. Per la connettività ci sarà il ritorno del MagSafe con le altre porte pressoché identiche, magari cambiate di disposizione.

Apple vende l’Hi-Fi allo stesso prezzo di 9,99€ e Spotify piange.

In questi 10 giorni che mi sono preso di vacanze è successo qualcosa di incredibile nel panorama della musica in streaming: Apple ha ufficializzato che da giugno Apple Music implementerà l’Hi-Fi , mantenendo inalterato il prezzo di vendita dell’abbonamento. Non si è fatta attendere la risposta di Spotify, che ha detto che Apple uccide la concorrenza. Qui va fatta una considerazione: Spotify fa introiti solo con la piattaforma; Apple, come noto, produce iPhone, iPad e Mac quindi fa introiti con altro e può offrire un servizio di musica in streaming maggiormente concorrenziale pagando di più gli artisti su singolo stream -per avere la qualità lossless- mantenendo i costi bassi per l’utente. Fin qui tutto normale, si sapeva che Apple prima o poi avrebbe lanciato la bomba per distruggere la società svedese, che credo fra pochissimo viaggerà in cattive acque. Io non ce l’ho con Spotify, che escluso la qualità audio offre il miglior servizio fra i vari competitor, ma con l’avvento dei giganti (Apple ed Amazon) doveva inventarsi qualcosa per contrastarli, invece si è seduta sugli allori. Comunque niente di strano: le grosse società distruggono sempre le piccole e per Spotify -sempre se non s’inventa qualcosa di nuovo- potrebbe essere la fine, così il mio consiglio agli svedesi è questo: create qualcosa d’interessante nella piattaforma, lasciate perdere l’abbonamento free e vedete che camperete; se vi mettete a piangere perché chi ha più soldi di voi vi fa concorrenza morirete agonizzanti fra pochissimo tempo. Tutto qui.

Perché Apple non farà mai un MacBook da 800/900€.

È da tanto che mi balenava quest’idea in testa, cioè quella di fare articoli su questo spazio virtuale che non siano leak, presentazioni e recensioni, ovvero dire la mia su argomenti che hanno comunque a che fare con la società di Cupertino di stampo divulgativo. Per carità continuerò a fare articoli come prima però volevo fare anche una sorta di podcast scritti in merito a considerazioni personali legati a tutto ciò che è Apple e ciò che gli gira intorno. Il primo articolo di questa serie, che spero vi piaccia, me l’ha suggerito una discussione a pranzo con degli amici. In sostanza uno di questi ha detto: “Ma perché Apple non potrebbe fare dei portatili più economici, avrebbe molto più mercato”. Lì ne è nata una piacevole discussione dove io ho esposto le mie argomentazioni, che vi vado ad esporre. Partiamo da un concetto molto semplice: Apple crea anche il sistema operativo, i partner di Microsoft no: usano Windows, ne consegue il lapalissiano concetto che prendere un sistema operativo fatto da altri ha un costo minore che crearlo da soli. È molto importante tenere a mente questo concetto: Apple spende di più ogni anno rispetto a Microsoft per creare l’upgrade di macOS, e lo fa per una quota di mercato che è del 9%; i partner e Microsoft stessa invece detengono l’80%. E qui viene facile il ragionamento per cui, nella migliore ipotesi per Apple, il costo dell’os su singolo computer va moltiplicato per sei. Un’altra considerazione da fare è che Microsoft ed Apple sono società che creano software ed hardware, ma dalle parti di Redmond fanno utili spaventosi vendendo la licenza di Windows a tutti mentre Apple non da in licenza macOS per cui gli utili li deve fare con l’hardware, cioè il computer. Questi sono i motivi per cui Apple non farà mai un MacBook da 800/900€

Perché ho preso un iPad mini per sostituire il mio iPad attuale.

Dovevo sostituire il mio iPad di quinta generazione perché ormai sentiva il peso degli anni e meritava la pensione. A me non serve tanta potenza di calcolo, per cui ho subito preso in considerazione l’idea di non acquistare il Pro che, benché sia un prodotto eccellente, ha troppa potenza, ingiustificata per i miei utilizzi. Un prodotto che ho anch’esso bocciato è stato l’Air perché non mi ha convinto fin dal lancio con quel Touch ID posto sul tasto power che lo rende molto scomodo da utilizzare. Facendo queste considerazioni rimangono all’appello l’iPad di ottava generazione ed il mini 5 e fra i due ho scelto il mini perché il mio primo iPad è stato il mini di terza generazione, regalato a mia zia solo perché mi hanno dato in dono l’iPad 5, e con quel tablet compatto mi ci trovavo davvero bene, reputandolo molto più produttivo dei suoi simili più grandi. Così non ci ho pensato neanche tanto e l’ho preso, quasi senza indugi. Mi dovrebbe arrivare martedì, il tempo di configurarlo e provarlo, e vi farò la recensione.

Apple ha un problema con iPadOS.

Con il lancio del nuovo iPad Pro, quello con il chip M1, molti analisti hanno detto che forse Apple avrebbe unificato Mac ed iPad, al punto che i dirigenti della casa di Cupertino hanno dovuto smentire, categoricamente, quest’ipotesi. Il motivo è abbastanza semplice: non vogliono fare la fine di Microsoft con il Surface Pro, che vanta un sistema operativo desktop (Windows) su un tablet. L’idea di per se è geniale ma ha un grosso problema: non è ottimizzata per dispositivi touch. Apple che ci tiene all’esperienza utente non lo farà mai, tenendo in vita due tipologie di prodotti, Mac e iPad, per l’appunto. La cosa più semplice e logica che potrebbero fare a Cupertino è portare il Finder sul tablet, come chiedono alcuni, ma anche qui c’è un però: portare un file manager su iPad richiederebbe un grosso quantitativo di potenza che ucciderebbe l’iPad economico, che rappresenta il 61% delle spedizioni. Ne consegue che nella maggior parte dei casi chi acquista un tablet della mela lo fa per visionare dei contenuti, non per crearli, quindi il Finder, benché sarebbe una svolta, interessa veramente solo a pochi utenti. È proprio questo il “problema” che ha Apple: deve garantire 4/5 anni di supporto di iPadOS con tutte le novità incluse anche ad i tablet economici, che vendono molto più dei Pro.

Ho comprato un AirTag e mi arriva l’11 giugno.

In data odierna (28 aprile 2021) ho comprato un AirTag in versione singola e devo aspettare l’11 giugno per averlo tra le mani. Ciò significa che le vendite vanno a gonfie vele e che mi sto massacrando per l’attesa di averlo fra le mani e provarlo. Per chi non sapesse cosa sia, è un dispositivo di localizzazione bluetooth, che sfrutta questa tecnologia per rilevare e dire al proprio iPhone la posizione del dispositivo e relativo accessorio (portafoglio, portachiavi, ecc.) al quale è abbinato. Io ho preso la confezione singola perché me ne serviva solo uno da mettere nel portafoglio che ho e non mi resta che aspettare per fare la recensione.