iPad Air di quarta generazione: né carne, né pesce.

Un giorno dopo l’uscita nei negozi ho visto all’opera il nuovo iPad Air da un amico che lo aveva preordinato nella prima data utile, e devo dire che il mio giudizio non è cambiato: è una via di mezzo che serve a poco. Mi spiego meglio: nel 2020 64 gigabyte di memoria sono irrisori, di conseguenza bisogna optare per i 256 che portano un sovrapprezzo di 170€, facendo arrivare il costo del tablet a 839€, circa 70€ in meno del Pro da 128 gigabyte, taglio di memoria ideale. Se si decide di risparmiare questi 70€ bisogna essere consapevoli che vi sono delle rinuncia da fare, ovvero il Face ID; lo schermo a 120 Hz che fa andare la Pencil a latenza zero; 2 giga di RAM in meno (6 per il Pro; 4 per l’Air); lo scanner LiDAR; il flash e un audio spaziale, che sul Pro è nettamente superiore, poiché ha 4 microfoni (uno per ogni angolo) mentre l’Air ne ha 3. Né vale la pena? secondo me no. Insomma se siete dei professionisti o dei prosumer andate sul Pro, che tra l’altro ha anche un processore più potente in multi-core; se usate l’iPad per svago prendete il tablet della mela di ottava generazione, non vi deluderà. D’accordo l’Air rispetto ad iPad di ottava generazione è meglio ma vale la spesa di 350€ (839€ per l’Air da 256 contro i 489€ per l’iPad da 128) per un utilizzo casalingo? Sempre secondo me no.

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