Perché Apple non farà mai un MacBook da 800/900€.

È da tanto che mi balenava quest’idea in testa, cioè quella di fare articoli su questo spazio virtuale che non siano leak, presentazioni e recensioni, ovvero dire la mia su argomenti che hanno comunque a che fare con la società di Cupertino di stampo divulgativo. Per carità continuerò a fare articoli come prima però volevo fare anche una sorta di podcast scritti in merito a considerazioni personali legati a tutto ciò che è Apple e ciò che gli gira intorno. Il primo articolo di questa serie, che spero vi piaccia, me l’ha suggerito una discussione a pranzo con degli amici. In sostanza uno di questi ha detto: “Ma perché Apple non potrebbe fare dei portatili più economici, avrebbe molto più mercato”. Lì ne è nata una piacevole discussione dove io ho esposto le mie argomentazioni, che vi vado ad esporre. Partiamo da un concetto molto semplice: Apple crea anche il sistema operativo, i partner di Microsoft no: usano Windows, ne consegue il lapalissiano concetto che prendere un sistema operativo fatto da altri ha un costo minore che crearlo da soli. È molto importante tenere a mente questo concetto: Apple spende di più ogni anno rispetto a Microsoft per creare l’upgrade di macOS, e lo fa per una quota di mercato che è del 9%; i partner e Microsoft stessa invece detengono l’80%. E qui viene facile il ragionamento per cui, nella migliore ipotesi per Apple, il costo dell’os su singolo computer va moltiplicato per sei. Un’altra considerazione da fare è che Microsoft ed Apple sono società che creano software ed hardware, ma dalle parti di Redmond fanno utili spaventosi vendendo la licenza di Windows a tutti mentre Apple non da in licenza macOS per cui gli utili li deve fare con l’hardware, cioè il computer. Questi sono i motivi per cui Apple non farà mai un MacBook da 800/900€

Perché ho preso un iPad mini per sostituire il mio iPad attuale.

Dovevo sostituire il mio iPad di quinta generazione perché ormai sentiva il peso degli anni e meritava la pensione. A me non serve tanta potenza di calcolo, per cui ho subito preso in considerazione l’idea di non acquistare il Pro che, benché sia un prodotto eccellente, ha troppa potenza, ingiustificata per i miei utilizzi. Un prodotto che ho anch’esso bocciato è stato l’Air perché non mi ha convinto fin dal lancio con quel Touch ID posto sul tasto power che lo rende molto scomodo da utilizzare. Facendo queste considerazioni rimangono all’appello l’iPad di ottava generazione ed il mini 5 e fra i due ho scelto il mini perché il mio primo iPad è stato il mini di terza generazione, regalato a mia zia solo perché mi hanno dato in dono l’iPad 5, e con quel tablet compatto mi ci trovavo davvero bene, reputandolo molto più produttivo dei suoi simili più grandi. Così non ci ho pensato neanche tanto e l’ho preso, quasi senza indugi. Mi dovrebbe arrivare martedì, il tempo di configurarlo e provarlo, e vi farò la recensione.

Apple ha un problema con iPadOS.

Con il lancio del nuovo iPad Pro, quello con il chip M1, molti analisti hanno detto che forse Apple avrebbe unificato Mac ed iPad, al punto che i dirigenti della casa di Cupertino hanno dovuto smentire, categoricamente, quest’ipotesi. Il motivo è abbastanza semplice: non vogliono fare la fine di Microsoft con il Surface Pro, che vanta un sistema operativo desktop (Windows) su un tablet. L’idea di per se è geniale ma ha un grosso problema: non è ottimizzata per dispositivi touch. Apple che ci tiene all’esperienza utente non lo farà mai, tenendo in vita due tipologie di prodotti, Mac e iPad, per l’appunto. La cosa più semplice e logica che potrebbero fare a Cupertino è portare il Finder sul tablet, come chiedono alcuni, ma anche qui c’è un però: portare un file manager su iPad richiederebbe un grosso quantitativo di potenza che ucciderebbe l’iPad economico, che rappresenta il 61% delle spedizioni. Ne consegue che nella maggior parte dei casi chi acquista un tablet della mela lo fa per visionare dei contenuti, non per crearli, quindi il Finder, benché sarebbe una svolta, interessa veramente solo a pochi utenti. È proprio questo il “problema” che ha Apple: deve garantire 4/5 anni di supporto di iPadOS con tutte le novità incluse anche ad i tablet economici, che vendono molto più dei Pro.

Ho comprato un AirTag e mi arriva l’11 giugno.

In data odierna (28 aprile 2021) ho comprato un AirTag in versione singola e devo aspettare l’11 giugno per averlo tra le mani. Ciò significa che le vendite vanno a gonfie vele e che mi sto massacrando per l’attesa di averlo fra le mani e provarlo. Per chi non sapesse cosa sia, è un dispositivo di localizzazione bluetooth, che sfrutta questa tecnologia per rilevare e dire al proprio iPhone la posizione del dispositivo e relativo accessorio (portafoglio, portachiavi, ecc.) al quale è abbinato. Io ho preso la confezione singola perché me ne serviva solo uno da mettere nel portafoglio che ho e non mi resta che aspettare per fare la recensione.

Il prossimo processore Apple Silicon già in produzione.

Secondo i rumor negli stabilimenti TMSC già è in produzione il prossimo processore proprietario per i Mac, che si dovrebbe chiamare M2 o M1X. Ovviamente si possono fare solo speculazioni e prevedere ciò che farà Apple con questo SoC: secondo me sarà un upgrade non indifferente, per potenza di calcolo, rispetto all’M1 per equipaggiare i nuovi MacBook Pro da 16”, che perderanno la Touch Bar e guadagneranno in porte (previsto il ritorno del MagSafe; la porta SD ed almeno una porta USB di vecchia concezione). Questo chip dovrebbe essere ufficializzato alla WWDC del 7 giugno per fare il suo debutto sul Mac di cui sopra, nei periodo di tempo che va da ottobre a novembre 2021. Staremo a vedere.

Recensione Fitbit Inspire 2: il tracker perfetto per il vostro iPhone.

Non sono uno che guarda le specifiche tecniche di un prodotto così non l’ho bocciato subito appena mi è arrivata la scatola. Difatti questa band vanta un display non OLED in bianco e nero e di listino sta a 99€, anche se su Amazon si trova a 75€. Il primo pensiero che scatta ai non appassionati di tecnologia è che è un furto: con 40€ ci compro la Mi Band 6 che ha specifiche migliori. Ma, ripeto, non sono uno che guarda le specifiche ma l’ottimizzazione hardware/software e la capacita di un prodotto tecnologico di semplificare la vita, e Fitbit crea sia il dispositivo fisico che il software, quindi rispetto ad altri concorrenti ha una marcia in più, ma visto che me lo hanno mandato in prova vediamo come va.

Design 9

il prodotto appare molto bello, come tutti i prodotti del marchio: il cinturino è ben fatto e non irrita la pelle e il device, complici le linee pulite, ti fa gridare Wow!

Schermo: 9

Non essendo OLED dovrebbe non vedersi alla luce del sole o perlomeno farlo meno di quello della Mi Band, invece lo schermo del Fitbit si vede benissimo, alla stregua di uno OLED, qui Fitbit ha fatto un lavoro straordinario di ottimizzazione.

Tracker 9

Chi compra una band lo fa per per il misuramento dei passi e qui il Fitbit va alla grande: avendo il GPS integrato segna in maniera precisissima i passi e le distanze, in maniera pressoché identica all’app Salute dell’iPhone.

Monitoraggio battito cardiaco 9

Un’altra cosa degna di nota della band è il doppio sensore che misura il battito cardiaco, il quale è davvero preciso e simultaneo sia quando aumentano che quando diminuiscono

Monitoraggio del sonno 9,5

Il doppio sensore analizza anche la qualità del sonno e le ore in cui hai dormito risultando sempre affidabile nella previsione, nel senso che se ti svegli durante la notte lui lo avverte e non lo segnala nelle ore di sonno totali.

Per concludere dico che è un vero gioiello questo bracciale, al punto che lo acquistato mandando in pensione la Mi Band che avevo in precedenza.

Considerazioni personali e prezzi italiani dei prodotti presentati nel Keynote del 20 aprile 2021.

iPhone 12 e 12 mini viola:

Apple nel keynote ha aggiunto una nuova colorazione agli iPhone 12 e 12 mini, si tratta di un viola molto femminile, così ho fatto vedere la foto di questa colorazione a tre amiche, e tutte hanno detto: Wow! Non cambiano i prezzi: si parte sempre da 839€;

iMac 2021 con SoC M1

Apple ha presentato anche i nuovi iMac con chip M1, essi sono colorati e molto più performanti della generazione precedente con Intel; vantano un schermo 4,5K Retina da 24” e con prezzi che in Italia partono da 1.499€. Questi iMac hanno diviso gli appassionati per via dei colori: a me personalmente piacciono;

iPad Pro da 11 pollici e 12,9”

Il SoC M1 ha debuttato anche sugli iPad Pro da 11” e 12,9”. Qui Apple ha fatto un capolavoro: non solo ha messo un processore desktop (ricordo che è lo stesso dei Mac) su un tablet, con la conseguenza che -sicuramente- la fluidità di iPadOS sarà maggiore rispetto ai Mac M1 ma li ha dotati di porta Thunderbolt 4 per consentirli di collegarli perfino a display professionali. Inoltre nel modello da 12,9” Apple ha introdotto la tecnologia mini-LED, che garantisce qualità dell’immagine paragonabile agli OLED senza avere i difetti di questa tecnologia, che su un tablet possono palesarsi maggiormente rispetto ad uno smartphone. Il tutto, ciliegina sulla torta, senza aumentare i prezzi: si parte da 899€.

Magic Keyboard bianca

Apple ha introdotto anche la Magic Keyboard bianca che si affianca a quella nera, io personalmente la trovo davvero carina, anche se credo che si sporchi facilmente.

AirTag

Nel Keynote Apple ha presentato anche gli AirTag, dispositivi trova tutto in salsa Cupertino: dialogano alla perfezione con l’iPhone e sono precisissimi nel dare le cordinate di localizzazione al telefono, i prezzi in Italia sono questi: 35€ per uno oppure 119€ per il bundle da 4.

Apple TV 4K

La società di Cupertino ha presentato la Apple TV 4K, la quale ha il processore A12 Bionic come miglioramento hardware. Non solo Apple ha anche cambiato il telecomando rendendo più piacevole la fruizione di contenuti mediante esso. Anche qui migliorie importanti senza cambiare il prezzo: si parte da 199€.

Perché iPhone 12 mini ha venduto “poco”.

Dire che uno smartphone ha venduto poco, nonostante abbia venduto più di tutti i top di gamma della concorrenza appare, perlomeno, strano ma Apple si aspettava vendite più sontuose del 12 mini, tanto da commissionare molti più schemi OLED di quanto ne abbia utilizzati, ma analizziamo i motivi:

•Il 12 mini interessa ad una parte di persone che vuole uno smartphone che si utilizzi con una mano, che sono oggettivamente pochi;

•Chi voleva cambiare iPhone ed aveva uno con il notch (da X in poi) si è abituato a schermi grandi ed ha visto il passaggio al mini un ritorno indietro;

•Non ha attratto utenti Android per via del display: i telefoni Android sono padelle! Ne consegue che gli stessi abbiano preso il 12 o i Pro, per i motivi indicati nel punto precedente;

•Apple ha lanciato 4 mesi prima l’iPhone SE di seconda generazione che ha eroso quote di mercato al 12 mini: molti, di quelli che volevano un display piccolo, non hanno aspettato ottobre per prendere il mini, rubandoli quote di mercato.

In sostanza Tim Cook ha sbagliato i conti, pensando che vendendolo alla stregua dell’11 con migliorie evidenti (OLED E 5G) avrebbe fatto il boom; se avesse ordinato meno schermi a questo punto staremmo parlando di un successo commerciale senza precedenti. Queste sono le vendite che poteva fare un telefono di nicchia, cioè meno degli altri iPhone della serie 12, ed erano ampiamente prevedibili: questo iPhone ha venduto per quanto poteva vendere, l’errore -ripeto- l’ha fatto Cook a commissionare tutti quelli schermi.

Il notch sparirà dagli iPhone nel 2025, lo sentenzia Kuo.

Il noto analista Kuo, da sempre uno dei più attendibili nel mondo Apple, sentenzia che il notch sparirà negli iPhone solo nel 2015. Attenzione Apple non abbandonerà il Face ID, ma lo inserirà sotto al display, questo per non vanificare l’investimento fatto finora per questa tecnologia di sblocco.

La data del prossimo Keynote Apple è ufficiale: si terrà il 20 aprile, ecco cosa vedremo.

Apple nella notte italiana ha ufficializzato la data del prossimo Keynote: il 20 aprile, non si sa ancora l’ora, ma presumibilmente, come da tradizione, alle 19:00 ora italiana; le 10:00 del mattino a Cupertino. Nel Keynote dovrebbero essere presentati i nuovi iPad Pro da 11” e 12,9”, entrambi dovrebbero avere la porta Thunderbolt e il SoC A14X, con il fratello maggiore -solo lui- il display mini-LED. Oltre agli iPad Pro vedremo anche l’iPad mini di sesta generazione, rinnovato solo nel processore (presumo un A13 con decadimento di poco del prezzo o un A14 con aumento dello stesso di 30, 40€). Questo tablet in sostanza manterrà il design del precedente, cornicioni e tasto Home inclusi, anche se ci saranno miglioramenti alla fotocamera, dovuti più al processo d’elaborazione software che al miglioramento delle lenti. Dovrebbero essere presenti anche gli AirTag, dei bottincini trova tutto, che dovrebbero essere venduti in confezione da tre a 90€. A sorpresa potrebbe venir presentato un iMac, magari come One More Thing, con processore Silicon, ma su questa anticipazione non ci metto le mani sul fuoco.