Perché se critichi Apple per una scelta non puoi seguirla dopo due mesi.

Ultimamente se avete comprato un iPhone Apple vi invia un sondaggio per email, al quale siete liberi di non rispondere. L’anno scorso, in epoca iPhone 11, Apple chiese in questi sondaggi se foste d’accordo o meno alla rimozione della presa a muro dalla confezione, in ottica di tutela ambientale; la maggior parte delle risposte fu favorevole e sappiamo tutti com’è andata a finire. Apple, intascato il via libera dai propri utenti, ha tolto le cuffie e la presa a muro dalla confezione degli iPhone, ciò ha scatenato la presa in giro di Xiaomi e Samsung, quest’ultima ha fatto persino una campagna pubblicitaria per dire che se compri un Galaxy hai anche il caricabatterie. Fin qui tutto normale, le solite scaramucce fra società ma c’è un però: si avvicina la presentazione dei nuovi top di gamma dei due costruttori Android ed essi hanno espressamente detto che non vi sarà la presa a muro nelle confezioni dei prossimi cellulari. Ora capite bene che questa scelta fatta da Samsung e Xiaomi, benché sia lodevole dal punto di vista ambientale, è puerile, insomma se criticate una società per aver fatto qualcosa, addirittura le fate una campagna a mezzo stampa non dico denigratoria ma quasi, non potete dopo due mesi annunciare di fare lo stesso, adducendo, tra l’altro, gli stessi motivi. Ridicoli.

Perché Apple ha successo? Provo a spiegarlo.

Apple fin dagli albori della sua nascita si è distinta dal resto del mondo tecnologico, e questo li ha concesso di esistere e di diventare un marchio influente nel proprio ambito. Chi acquista un prodotto tecnologico lo fa secondo i propri criteri ed è soddisfatto dell’acquisto, nella maggior parte dei casi, perché riscontra che i propri criteri siano stati rispettati. Apple non è da meno, solo che è diversa da tutte le altre società e questa è la sua forza. Vi ricordate la pubblicità Get a Mac che Apple faceva in epoca pre iPhone dove metteva a confronto i propri punti di forza rispetto ai PC Windows, ecco in quella serie di filmati Apple ha puntato su ciò che sapeva fare meglio ovvero offrire un computer out of box; una semplicità disarmante nell’utilizzo produttivo e via discorrendo, cose che Windows non ha. Chiunque in quell’epoca abbia comprato un Mac, perché attratto da una caratteristica precisa di quella pubblicità ha riscontrato che su un Mac è così, quindi è risultato contento dell’acquisto, ed in qualche modo gli è rimasto fedele. La ricetta Apple non è cambiata neanche quando ha presentato iPod, iPhone ed iPad: ha sempre puntato sulla semplicità di utilizzo; sulla teoria dell’ecosistema; sull’ottimizzazione ecc. e fin quando curerà questi aspetti avrà una nicchia di mercato che vorrà solo Apple.

Touch ID su Apple Watch? Un brevetto Apple dice sì.

Chi di voi ha un Apple Watch sa già che ha un sistema sicuro: una volta tolto dal polso esso si blocca immediatamente, e per riattivarlo bisogna inserire un codice numerico. Ma adesso tutto potrebbe essere più sicuro: i colleghi di Patently Apple hanno scoperto un brevetto dove la società di Cupertino integra il Touch ID nel tasto di accensione del dispositivo. Apple ha dimostrato che lo sbocco con l’impronta digitale può essere inserito anche in spazi angusti e quindi mi aspetto già nel prossimo modello di Apple Watch lo sblocco mediante Touch ID.

Apple aumenta la produzione degli iPhone del 30%.

Per i primi mesi del 2021 Apple potrebbe vendere il 30% di iPhone in più rispetto all’anno scorso, toccando quota 96 milioni di terminali venduti, fra quelli a listino attualmente, ovviamente a farla da padrone la serie dei 12. La crescita assume un dato impressionante se si considera che in tutto l’anno di commercializzazione, ovvero dal lancio degli ultimi iPhone 12 e 12 Pro fino a settembre 2021, data presunta di commercializzazione della nuova serie, Apple potrebbe venderne 230 milioni, con un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso del 20%.

Forse vedremo i 120 Hz su iPhone 13.

Per Jon Prosser c’è speranza per avere il ProMotion su iPhone 13, ora diverse testate giornalistiche che si occupano di tecnologia stanno dicendo che Samsung e LG sono in trattativa con Apple per la produzione di 180 milioni di display OLED, alcuni anche con i 120 Hz, sicuramente destinati ai modelli Pro. È difficile confermare se questi leak siano veri o meno, bisogna attendere almeno un altro trimestre per sapere con certezza quali siano le mosse di Cupertino.

Caviar lancia l’iPhone con un pezzetto del dolcevita di Steve Jobs.

Se avete 6,00€ da spendere potete portarvi a casa non solo un iPhone 12 Pro, ma anche un pezzo del dolcevita di Steve Jobs, incastonato nel logo della mela. Caviar, azienda nota per aver personalizzato diversi iPhone, ha lanciato questo 12 Pro rivisto per celebrare i 10 anni dell’iPhone, l’ultimo presentato da Jobs. Ovviamente questo è un iPhone a tutti gli effetti, dove Caviar ha modificato solo lo chassis esterno, rendendolo ancor più di lusso.

Nel 2021 Apple lancerà un iPad economico da 10,5” e chip A13.

Il campione di vendite nel settore tablet, ovvero l’iPad di ottava generazione nel 2021 subirà un restyling pur mantenendo i costi di produzione, e di conseguenza il prezzo finale, molto bassi. Semplice userà lo chassis dell’Air di terza generazione, ciò comporterà cornici più strette, che consentiranno una diagonale di 10,5 pollici. L’iPad in questione, sempre secondo i rumor, monterà il SoC A13 Bionic e partirà da 64 gb di storage. Dalla Cina si fanno sempre più insistenti le voci di una commercializzazione prima di settembre, anche se io credo che se ne parlerà in autunno.

E se nel 2021 Apple togliesse anche il cavo lightning dalla confezione di iPhone 13?

Per chi si è arrabbiato per via del fatto che Apple ha tolto gli auricolari e la presa dalla confezione di iPhone 12, probabilmente si arrabbierà ancora di più visto che a Cupertino stanno seriamente pensando di eliminare il cavo lightning dalla confezione degli iPhone 13, previsti per l’autunno 2021. Il motivo? Sempre quello, aiutare l’ambiente.

Apple domina nel settore smartwatch.

Secondo le stime di Counterpoint Research Apple ha aumentato la sua quota di mercato del 2% su base annua, difatti la società di Cupertino passa dal 26% al 28%. Ma il dato più significativo è questo: se si prendono in considerazione solo le vendite di smartwatch, quindi niente band e tracker, Apple fa circa il 50% delle spedizioni dell’intero settore.