Apple vende l’Hi-Fi allo stesso prezzo di 9,99€ e Spotify piange.

In questi 10 giorni che mi sono preso di vacanze è successo qualcosa di incredibile nel panorama della musica in streaming: Apple ha ufficializzato che da giugno Apple Music implementerà l’Hi-Fi , mantenendo inalterato il prezzo di vendita dell’abbonamento. Non si è fatta attendere la risposta di Spotify, che ha detto che Apple uccide la concorrenza. Qui va fatta una considerazione: Spotify fa introiti solo con la piattaforma; Apple, come noto, produce iPhone, iPad e Mac quindi fa introiti con altro e può offrire un servizio di musica in streaming maggiormente concorrenziale pagando di più gli artisti su singolo stream -per avere la qualità lossless- mantenendo i costi bassi per l’utente. Fin qui tutto normale, si sapeva che Apple prima o poi avrebbe lanciato la bomba per distruggere la società svedese, che credo fra pochissimo viaggerà in cattive acque. Io non ce l’ho con Spotify, che escluso la qualità audio offre il miglior servizio fra i vari competitor, ma con l’avvento dei giganti (Apple ed Amazon) doveva inventarsi qualcosa per contrastarli, invece si è seduta sugli allori. Comunque niente di strano: le grosse società distruggono sempre le piccole e per Spotify -sempre se non s’inventa qualcosa di nuovo- potrebbe essere la fine, così il mio consiglio agli svedesi è questo: create qualcosa d’interessante nella piattaforma, lasciate perdere l’abbonamento free e vedete che camperete; se vi mettete a piangere perché chi ha più soldi di voi vi fa concorrenza morirete agonizzanti fra pochissimo tempo. Tutto qui.

Perché ho tradito Spotify con Apple Music.

Io Spotify ce l’ho dall’inizio, da quando è sbarcato in Italia e lo reputo il miglior servizio di musica in streaming, ma ho disdetto l’abbonamento in favore di Apple Music. Reputo Spotify il miglior servizio per via di due chicche, che sono Spotify connect ed un servizio di music discovering che non ha pari fra la concorrenza, per questo nonostante abbia provato tutti i servizi concorrenti me lo sono sempre tenuto stretto. Spotify ha un grosso limite tra tutti questi pregi: la qualità audio, ferma alla codifica MP3 che le dà una qualità in ascolto inferiore ad Apple Music, che ha gli AAC. Provate a mettere qualche brano vecchio tipo Stairway to heaven dei Led Zeppelin e vi accorgete della differenza. Ma il formato MP3 non è il solo limite del servizio svedese, esso non offre un abbonamento annuale come la concorrenza: io con Apple pago 99€ l’anno, risparmiando ben due mensilità. Io capisco che Apple è una società che ha come core-business altro e quindi può sbaragliare la concorrenza con offerte più convenienti però Spotify potrebbe lanciare anch’essa un abbonamento annuale.